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martedì 18 settembre 2007

S O S sms



Niente da dire.... quel messaggio arrivò inaspettato e tanto meno in un momento opportuno! il traffico le sfilava veloce accanto e così i suoi pensieri, il lavoro, quello nel laboratorio di restauro e la collaborazione in teatro, e poi il privato del tutto inesistente, la dieta che a quanto pare questa volta funzionava, forse per quelle capsule galeniche che il dottor Barbieri era solito prescrivere e che solo molti mesi dopo scoprì essere anfetamine....
Era arrivata ad assumerne 11 al giorno di quelle capsule e si sentiva insolitamente carica di energie che riversava puntualmente sul lavoro, ormai era da un'anno che non aveva un rapporto stabile, ma solo incontri occasionali, anzi no, periodici, con Guido, uomo sposato conosciuto per caso durante un viaggio di dovere fatto qualche anno prima.

"Non dobbiamo vederci più, tra noi è finita, per sempre" queste le parole del messaggio, non seppe resistere e finì col rispondere con un'altro messaggio "devi aver sbagliato numero o forse non ti sei accorto che la nostra storia si è chiusa un anno fa"... di nuovo il trillo del telefonino "no, non ho sbagliato numero"... Era Gepy il suo ultimo moroso, una storia stirata per otto lunghi, interminabili anni, chiusasi, almeno a detta di lei, dopo mille "ti lascio... ti prego torna con me... è l'ultima lo sai... non ti voglio illudere..."
E adesso quel messaggio in un pomeriggio qualsiasi di un periodo senza tempo, in cui tutti i giorni sono uguali; inutile darsi una spiegazione, del resto con Gepy c'era poco da capire, era sempre stato un pò sconclusionato, traditore come nessuno e fedele con la stessa intensità con cui era solito tradire... Era un pò tornare indietro, come se ce ne fosse bisogno, la fatica immensa per camminare a passo svelto verso il futuro subiva una insolita battuta d'arresto...
NO, NO, non mi voglio fermare, non voglio tornare indietro, ne tanto meno aiutarti a raggiungermi!
Voglio quel che mi aspetta, voglio vivere quanto è scritto sul mio destino, quella scritta è su una striscia di sabbia e se non sarò veloce il mare la scioglierà via... io vado, tu resta, resta nel mio sepolto passato....

mercoledì 12 settembre 2007

Primo giorno di scuola....


In una vetrina stereotipata campeggia e fa bella mostra di se una spendida borsa Pollini... lei passa di corsa, affannata come sempre, dimentica di tutto e di tutti con un unico pensiero... "Giggiuzza mia esce da scuola tra meno di 20 minuti ed io sono ancora qua dall'altra parte della città in estremo ritardo e con la spesa da fare prima di rientrare a casa".
E' il primo giorno di scuola della piccola Giggiuzza, in verità la bimba tanto piccola non è, cresce velocemente in altezza e supera di un palmo tutti i bimbi della sua età e anche quelli di un anno più grandi... è di sicuro un vantaggio, si dice che l'altezza è mezza bellezza, sempre che lei abbia bisogno di aggiungere altre beltà a quelle che possiede dalla nascita.
Ha rubato il viso al padre, ha una rosa scarlatta al posto delle labbra, due smeraldini per occhi e i capelli sono di nera seta...
Mamma è dimentica di tutto o quasi... quella borsa la desidera ormai da molti anni, molte volte è uscita da casa vestita di tutto punto con Giggiuzza per la mano con l'idea di entrare con il fare di una signora consumata nel negozio Pollini del Corso Garibaldi e acquistare quella borsa!!!
Qualche volta l'ha accompagnata pure papà, ma puntualmente davanti al cartellino del prezzo, mamma si è bloccata, ha pensato a Giggiuzza e alle sue necessità, e ha finito per fare compere nel negozio accanto per bambini...
Oggi no, oggi mamma è tornata indietro...
Giggiuzza è sull'uscio di scuola aspetta la mamma che arriva orgogliosa di se con la sua borsa Pollini!!!!

martedì 11 settembre 2007

Odio amoroso

Si guardò allo specchio ammirata quel dì, l'immagine riflessa la compiaceva, il viso tondo, gli occhi luminosi e lo sguardo fiero di chi è cosciente di se e del fatto che i limiti sono solo linee in orizzontale che posso essere spostate in avanti all'occorrenza!!
Pochi i tratti che le solcavano il volto, poca la differenza con la foto che campeggiava sul lato dx dello specchio, scattata sette anni prima, in un giorno di sole e di serenità.
Le battaglie vinte in sette anni l'aveva resa una donna temuta e riverita, molto diversa dalla giovane ritratta, almeno caratterialmente, e pensare che quando aveva ricevuto in regalo la cornice in bronzo dorato con la foto delle sue nozze, beh non le era piaciuta affatto, tanto meno aveva gradito il dono del suo acerrimo amico, sempre inopportuno nelle sue esternazioni di affetto e reverenza. Lui però, pur sempre un amico, devoto, sottomesso e sempre presente; inopinabile il numero di attenzioni che era solito riservarle; spesso e volentieri si soffermava a godere dell'idea di sopprimerlo e puntualmente un toc toc lieve la ridestava, lui si affacciava alla soglia con un pila di fascicoli sotto braccio e il decaffeinato macchiato con latte freddo e addolcito con zucchero di canna che lei bramava ormai da ore... lo ucciderò domani!!!
E così di giorno in giorno, di settimana in settimana, per mesi e mesi, di anno in anno... il tempo passò, le battaglie anche... il lavoro finì e loro insieme trascorsero i loro ultimi anni sul ponte della costa serena... in attesa dell'alba di ogni nuovo giorno....